Podcast – Gli album peggiori delle band migliori

Sì, ok il titolo fa schifo ai cani, ma il podcast è interessante a bestia. Ci stanno Television, White Stripes, Velvet Underground, Rolling Stones, insomma roba che scotta gente! Sparatevelo nelle orecchie e serbatelo per un po’ tra il cerume, perché la prossima settimana non andiamo in onda (di solito è ogni martedì alle 21:30 su Radiovaldarno).

«Che cazzo dici, hanno pure una pagina Facebook
«Ti dico che ci sta pure una lista sempre aggiornata degli episodi sul blog, roba da non credere!»
«Fottuti hipster!»

4 risposte a “Podcast – Gli album peggiori delle band migliori

  1. Buondí Giuseppe, come la va?
    Ho appena scoperto questo carnet di roba… e mi sono ritrovato con un po’ di domande esistenziali:
    – dove e come posso recuperare queste figaggini?
    – le trasmettete ancora da qualche parte?
    – questa Radio Valdagno è fica? ha una frequenza raggiungibile dalla bassa Veronese (dove abito)?
    – se mi viene duro ascoltando Parable of Arable Land è perché sto raggiungendo un trascendentale livello di fusione con l’Arte o solo perché non mi accoppio mai mai mai e il mio cervello sta perdendo le coordinate nervose della corretta eccitazione?

    • Buongiorno Marco, me la passo piuttosto bene, sono un animale solitario e vivo esclusivamente di studio, ascolto e amore. Quando non di alcol e depressione.
      – Puoi recuperarle su Mixcloud cercando Ubu Dance Party!
      – Purtroppo abbiamo dovuto tagliare ben presto il progetto che era destinato a sorti ben più longeve, se segui il podcast capirai perché.
      – Radio Valdarno è… qualcosa? Diciamo che hanno diverse cose, per tutti i gusti. La puoi trovare in streaming online.
      – Ti viene duro ascoltando Parable perché hai buon gusto. Pervertito del cazzo.

  2. In realtà avrei anche un altro quesito per Vossia.
    Ho recentemente subito con inaudita prepotenza il fascino di Sun Ra. Per la precisione, tramite Atlantis. Disco (o dovrei dire: SUITE) che mi fece passeggiare lungamente per riflettere sul suo significato. Il risultato fu non solo sorprendente, ma pure stimolante. Tanto da apparirmi splendido prima o poi (molto più Poi) scriverci una recensione su SdM.
    Per farlo però mi occorrerebbe sapere qualcosina sull’uomo e la sua Arte… e mi chiedevo se eri in grado di darmi una piccola mano in questi termini insomma (il tuo “più o meno tutto DI” nel listone dei preferiti mi suggerisce che ne sai qualcosina più di me sul tema), dirmi quali sono i suoi migliori/importanti lavori pre-Atlantis, qualcosa del genere insomma. Facendoti perdere meno tempo possibile, auspico.
    P.S. lo so, faccio troppe domande, ma sai gli appassionati alle prime armi rompono sempre il cazzo
    P.P.S. Pervertito io?? Ma ho un romanticismo dirompente, tanto che ho pure tentato di rimorchiare una ragazza appetibile con i Primus un paio di mesi fa, ed è andata che.. ehm. In effetti l’ordinanza restrittiva dovrebbe scadere fra qualche giorno..

    • Mi sono dimenticato di risponderti, mea culpa!
      Sul mitico è uscito fresco fresco questo “Sun Ra: A Joyful Noise” che PARE sia il documentario definitivo ma che non ho ancora recuperato.
      Muoversi nella gigantesca discografia del nostro può essere un bel problema, ricordo tanti euro non spesi benissimo quando ancora non c’erano gli economicissimi dischi digitali o gli streaming. I due cardini della sua carriera, almeno secondo chi ne sa, sono “Jazz in Silhouette” e “Space Is The Place”, facilissimi da reperire entrambi. Io ti aggiungerei per lo starter-pack decisivo:
      – “Secret of the Sun”
      – “Singles: The Definitive Edition Vol. 1”
      – “Cosmic Tones for Mental Therapy” (è stato recentemente rimasterizzato)
      – “The Heliocentric Worlds of Sun Ra” sia il primo che il secondo Volume.
      Sun Ra è un musicista per certi versi perimetrale, che ha saputo anticipare molto, ma anche che ha travisato enormi talenti in digressioni fine a se stesse. Il jazz gli stava stretto, così come la normalità, era sempre disposto a districarsi tra nuove e diverse intuizioni, dalla surf music allo swing passando per il be-bop, le sue tastiere elettroniche erano lì prima di tanti altri e spaziavano su anfratti al limite dell’astratto. Sun Ra è stato, nei momenti peggiori, incredibilmente divertente da ascoltare, in tutto il resto semplicemente un genio. Penso nessun neghi più la sua grandezza, una discografia purtroppo dispersiva, ma come si poteva un uomo venuto da Saturno contenere tutta quella creatività?

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